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Lotta contro l’analfabetismo: iniziative concrete per favorire l’inclusione

In Francia, una persona su dieci, tra i 18 e i 64 anni, ha difficoltà in almeno uno dei fondamentali come la lettura, la scrittura…

Femme adulte apprenant à lire dans une bibliothèque communautaire, lutte contre l'illettrisme

In Francia, una persona su dieci, tra i 18 e i 64 anni, ha difficoltà in almeno uno dei fondamentali come la lettura, la scrittura o il calcolo. Di fronte a queste cifre, la lotta contro l’analfabetismo mobilita attori pubblici, associativi e privati le cui approcci differiscono sensibilmente a seconda dei pubblici mirati e dei territori.

Disoccupati e analfabetismo: un divario di vulnerabilità misurabile

Il documento “Chiffres clés n°8”, pubblicato dall’ANLCI nel settembre 2026, presenta un quadro numerico. 2,5 milioni di adulti sono in situazione di analfabetismo in Francia, pari al 7 % dei 18-64 anni (fonte ANLCI). Tra di loro, i disoccupati mostrano una proporzione doppia rispetto a quella della popolazione attiva nel suo complesso.

Questo squilibrio interroga direttamente i dispositivi di formazione che non differenziano i pubblici in base alla loro situazione professionale. L’ANLCI ha infatti fatto del targeting dei disoccupati una priorità dal 2026, rompendo con le approcci precedenti incentrate sulla sensibilizzazione del grande pubblico.

Indicatore Popolazione generale (18-64 anni) Disoccupati
Persone in situazione di analfabetismo 2,5 milioni, pari al 7 % degli adulti (fonte ANLCI) Proporzione doppia (fonte ANLCI, sett. 2026)
Difficoltà in almeno un fondamentale 1 persona su 10 Proporzione significativamente più alta (fonte ANLCI)
Accesso ai dispositivi di formazione mirati Variabile a seconda delle regioni Prioritizzato dal 2026 dall’ANLCI

L’associazione Encrages illustra questa logica di targeting. Essa articola l’apprendimento delle competenze di base e i percorsi di inserimento professionale, concentrandosi sui pubblici lontani dal lavoro.

Volontario che aiuta un uomo adulto a leggere durante un laboratorio contro l'analfabetismo

Diagnosi territoriale dell’analfabetismo: le 100 schede dipartimentali dell’ANLCI

Le medie nazionali hanno a lungo mascherato disparità geografiche considerevoli. Un tasso del 7 % a livello nazionale può nascondere situazioni molto diverse tra due dipartimenti vicini, rendendo così approssimativo il governo delle politiche pubbliche.

Nel 2026, l’ANLCI ha pubblicato 100 schede dipartimentali nell’ambito del suo Osservatorio nazionale dell’analfabetismo. La loro granularità scende fino al livello degli EPCI (enti pubblici di cooperazione intercomunale).

Cosa cambiano queste schede per gli attori sul campo

Un responsabile di missione locale o un coordinatore di formazione non dipende più da stime regionali. Le schede incrociano diversi fattori di rischio per bacino di vita, modificando concretamente l’allocazione delle risorse.

  • Gli EPCI dove il tasso di difficoltà nella lettura è più elevato sono identificati, permettendo di orientare il dispiegamento dei laboratori di recupero verso le zone prioritarie
  • Il incrocio con i dati sull’occupazione locale fa emergere i territori dove analfabetismo e disoccupazione si accumulano
  • I finanziatori (consigli regionali, FSE) dispongono di dati verificabili per decidere le loro assegnazioni, piuttosto che basarsi su dichiarazioni

Questa rete fine trasforma la lotta contro l’analfabetismo in una questione di pianificazione territoriale, e non più solo in un tema nazionale trattato tramite indicatori aggregati.

Illettronismo e competenze digitali: il doppio handicap

Consultare una busta paga digitalizzata, prendere un appuntamento medico online, compilare una pratica amministrativa su un portale: ogni gesto digitale presuppone una padronanza minima della scrittura. L’illettronismo amplifica le difficoltà delle persone già fragili nella lettura e nella scrittura.

Il sondaggio “Formazione continua”, i cui primi risultati aggiornati sono stati resi disponibili dall’ANLCI nell’aprile 2024, conferma questa sovrapposizione. Le persone in situazione di analfabetismo accumulano frequentemente lacune digitali, creando un effetto di doppia esclusione.

Formazioni ibride: articolare competenze di base e uso digitale

Segmentare i percorsi in due blocchi distinti (competenze di base da una parte, digitale dall’altra) moltiplica le interruzioni. Diversi dispositivi recenti integrano quindi l’apprendimento del digitale direttamente nei percorsi di recupero in lettura e scrittura.

L’ANLCI propone inoltre strumenti di aiuto alla diagnosi organizzativa destinati ai datori di lavoro. Questi strumenti permettono di individuare i dipendenti in difficoltà senza stigmatizzarli, includendo le competenze digitali nel perimetro di valutazione.

Gruppo di adulti partecipanti a un laboratorio collettivo di lotta contro l'analfabetismo in ambiente urbano

Prevenzione dell’analfabetismo: il ruolo dei dati nel governo delle politiche

Agire fin dalla più giovane età rimane il leva più documentato per ridurre l’analfabetismo a lungo termine. Il divario tra i mezzi investiti nella rimediazione per adulti e l’assenza di progressi misurabili tra i giovani interroga la coerenza globale delle politiche attuate.

L’aggiornamento dei dati nazionali da parte dell’ANLCI nel 2024 e il dispiegamento delle schede dipartimentali nel 2026 pongono per la prima volta un quadro di misura utilizzabile. Gli attori dispongono ora di strumenti per valutare l’impatto reale delle loro azioni, territorio per territorio, pubblico per pubblico. La prossima fase della lotta contro l’analfabetismo in Francia si giocherà su questa base numerica, non su dichiarazioni di intenti.

Lotta contro l’analfabetismo: iniziative concrete per favorire l’inclusione